venerdì 6 settembre 2013

perfede


"Un gruppo di soldati israeliani fermò un ragazzo palestinese di 12 o 13 anni.

I ragazzi si ripararono sotto la tettoia, dissero al ragazzo di togliersi la kufliyah e di rimanere sotto la pioggia.. 
Forse per quel ragazzo era solo una delle tante umiliazioni, abbastanza brutta per lui, ma non peggiore di altre a cui era stato sottoposto.. non so..
Ero venuto per l'occupazione e avevo trovato ciò che cercavo, era proprio lì e avevo trovato anche qualcos'altro..

Il ragazzo rimase lì a rispondere alle loro domande. Che scelta aveva?

Ma a cosa pensava?
Pensava un giorno ci sarà un mondo migliore e questi soldati e io ci saluteremo come vicini?
O pensava soltanto: un giorno...
E al di là di quel particolare atto di sopraffazione, al di là degli interrogativi davvero grandi (lo stato di Gerusalemme, il ritorno dei profughi, ecc..) che devono essere posti e subito superati se mai dovrà esserci pace quaggiù, c'è qualcos'altro..
Un ragazzo in piedi sotto la pioggia, e a cosa pensa?

Prima di arrivare qui avevo fatto delle congetture e, una volta arrivato, avevo scoperto con stupore come può diventare chi crede di avere il potere dalla sua. Ma poi..
Come diventa chi crede di non averne alcuno?"

Palestina. Una nazione occupata - Sacco Joe

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